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Crollo delle vaccinazioni obbligatorie per i bambini, cala la copertura anche in Puglia
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Crollo delle vaccinazioni obbligatorie per i bambini, cala la copertura anche in Puglia

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Il Mezzogiorno si conferma sempre più territorio fertile per i movimenti No Vax, con un preoccupante calo delle coperture vaccinali infantili che allarga ulteriormente il divario sanitario tra Nord e Sud Italia. Secondo i dati del Ministero della Salute relativi al 2023, le regioni meridionali stanno progressivamente abbandonando l’obiettivo dell’immunità di gregge, fissato al 95% di copertura vaccinale. Il caso più eclatante è quello della Puglia, dove si registra un crollo del 2,8% per l’esavalente (il vaccino che protegge da polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B ed emofilo dell’influenza) e dell’1,4% per il quadrivalente (morbillo, parotite, rosolia, varicella), rispetto al 2022.

Le cause del fenomeno – Secondo Pierluigi Lopalco, professore di Igiene e sanità pubblica all’Università del Salento ed ex assessore alla Salute in Puglia, i dati del 2023 risentono ancora degli strascichi della pandemia. “Ci aspettavamo una riduzione nei bambini nati nel 2021, confluiti nel report 2023”, spiega l’esperto. “Il motivo è duplice: da un lato i genitori erano più restii a portare i bambini negli ambulatori vaccinali per paura del contagio, dall’altro i servizi erano sotto stress per le vaccinazioni anti-Covid”.
La pandemia ha quindi accentuato il divario tra Nord e Sud anche sul fronte della prevenzione. Le regioni con sistemi sanitari già fragili hanno concentrato le risorse sulle vaccinazioni Covid, trascurando quelle pediatriche, mentre le regioni con sistemi più solidi sono riuscite a potenziare i servizi e migliorare anche la copertura vaccinale infantile.

Gli esperti temono che questa disparità possa ulteriormente aggravarsi con l’entrata in vigore dell’autonomia differenziata, rischiando di creare un’Italia a due velocità anche nella protezione dei più piccoli dalle malattie infettive.