Home Editoriale “No dirty sponsor”: il sogno finalmente è realtà!
“No dirty sponsor”: il sogno finalmente è realtà!
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“No dirty sponsor”: il sogno finalmente è realtà!

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BRINDISI – I rappresentanti del movimento No al carbone, dopo aver diramato nel 2018 una dura nota contro il loro ex leader Riccardo Rossi, negli ultimi tempi intervengono di sovente sui social a difesa del Sindaco; paiono proprio essere i suoi più ferventi sostenitori. Ciò non deve sorprendere, perché Riccardo Rossi sta portando avanti una politica che risulta la più aderente possibile alle visioni dei Nac; nessun altro Sindaco interpreterebbe meglio le loro pulsioni ambientaliste.

Il fermo dell’impianto di Eni-Versalis deve aver serrato le fila dell’ambientalismo radicale brindisino, ma quello che più deve aver mandato in solluchero i No al carbone deve essere stata questa fantastica assenza totale di sponsorizzazioni da parte delle multinazionali. Già, perché il “No dirty sponsor” che i Nac chiedevano, agognavano, adesso è realtà! Mai come ora le tantissime multinazionali presenti sul territorio sono avulse dalla vita (amministrativa) cittadina.

Sentite il soave suono della fondazione Nuovo Teatro Verdi che affonda con a bordo i soli 150.000 euro annui stanziati dal Comune? O quello dell’Art bonus andato deserto (unica città in Puglia)? O ancora, quello delle macchine che sprofondano nelle buche stradali o dei lampioni che si accendono e si spengono (quando va bene)? O, che ne so, vedete la bellezza dell’unica città pugliese senza nemmeno una lucina natalizia? Dove trovate un’altra città con una zona industriale tre volte il centro urbano nella quale nessuno mette un euro? Non c’è che dire: tutto molto entusiasmante e insensato…

Non avremmo mai pensato di dover rimpiangere i tempi in cui i cittadini venivano presi in giro con i tormentoni delle convenzioni, delle royalties, però è davvero difficile farsi piacere questo presente. Davanti all’Amministrazione Rossi ci sono ancora due anni e mezzo. Il tempo per invertire la rotta ci sarebbe. I brindisini vogliono solo vivere in una città normale, dove tutti siano messi nelle condizioni di contribuire secondo le proprie possibilità. È così difficile?